

Con la sentenza n. 115 del 21 luglio 2025, la Corte Costituzionale ha compiuto un passo importante verso l’equità genitoriale. Ha infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 27-bis del D.lgs. 151/2001 nella parte in cui escludeva dal diritto al congedo di paternità obbligatorio la madre intenzionale in una coppia omogenitoriale femminile.
Chi è la madre intenzionale?
È la donna che, pur non avendo partorito, risulta genitore nei registri dello stato civile e ha condiviso il progetto di genitorialità con la madre biologica, assumendo responsabilità e cura nei confronti del figlio.
Cosa cambia con la sentenza?
Dal 24 luglio 2025, anche la madre intenzionale, se lavoratrice dipendente e registrata come genitore, ha diritto al congedo di paternità obbligatorio, pari a:
L’indennità sarà pari al 100% della retribuzione, accompagnata dalla contribuzione figurativa, secondo quanto previsto dal paragrafo 2.4 della circolare INPS n. 122/2022.
Come si richiede?
Un passo avanti per l’inclusione
La Corte riconosce che all’interno delle coppie omogenitoriali femminili è possibile individuare un ruolo equiparabile a quello paterno, garantendo pari diritti anche alla madre intenzionale. Un importante riconoscimento del principio di pari responsabilità genitoriale, nel rispetto della dignità e della tutela dei nuovi nuclei familiari.
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Fonte: Redazione TUTELA PREVIDENZIALE
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