LAVORI FATICOSI E PESANTI: Domanda entro il 1° Maggio 2026 per chi matura i requisiti nel 2027

8 Maggio 2026
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L’INPS, con il Messaggio n. 1188 del 2 aprile 2026, ha fornito le indicazioni per la presentazione delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti. La scadenza riguarda i lavoratori che maturano i requisiti agevolati per l’accesso al trattamento pensionistico nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2027 e il 31 dicembre 2027.

La domanda deve essere presentata entro il 1° maggio 2026.

Si tratta di un passaggio molto importante: il riconoscimento del beneficio consente, in presenza dei requisiti previsti, di accedere al pensionamento con condizioni agevolate rispetto alla disciplina ordinaria.

Chi può presentare domanda

Il beneficio è rivolto ai lavoratori che hanno svolto attività particolarmente faticose e pesanti, secondo quanto previsto dalla normativa di riferimento.

Tra le categorie interessate rientrano:

Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti, cioè attività che per caratteristiche, intensità e condizioni di svolgimento sono considerate particolarmente gravose.

Lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”, impiegati in processi produttivi con ritmi vincolati e ripetitivi.

Conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, come previsto dalla disciplina sui lavori usuranti.

Lavoratori notturni a turni, con requisiti differenziati in base al numero di giornate lavorative notturne svolte durante l’anno.

Lavoratori notturni che prestano attività per periodi pari all’intero anno lavorativo.

Requisiti per lavoratori dipendenti e autonomi

Per i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti, per gli addetti alla linea catena e per i conducenti del trasporto pubblico collettivo, l’INPS conferma che, per il periodo di maturazione dei requisiti dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2027, sono richiesti:

  • almeno 35 anni di contributi;
  • per i lavoratori dipendenti, età minima di 61 anni e 7 mesi e raggiungimento di quota 97,6;
  • per i lavoratori autonomi, età minima di 62 anni e 7 mesi e raggiungimento di quota 98,6.

Gli stessi requisiti si applicano anche ai lavoratori notturni occupati per un numero di giorni lavorativi pari o superiore a 78 all’anno e ai lavoratori notturni che prestano attività per periodi pari all’intero anno lavorativo.

Lavoratori notturni: requisiti diversi in base ai giorni lavorati

Per i lavoratori notturni a turni, i requisiti cambiano in base al numero di giornate svolte durante l’anno.

Per chi svolge lavoro notturno per un numero di giorni da 64 a 71 all’anno, sono richiesti:

  • almeno 35 anni di contributi;
  • per i dipendenti, età minima di 63 anni e 7 mesi e quota 99,6;
  • per gli autonomi, età minima di 64 anni e 7 mesi e quota 100,6.

Per chi svolge lavoro notturno per un numero di giorni da 72 a 77 all’anno, sono richiesti:

  • almeno 35 anni di contributi;
  • per i dipendenti, età minima di 62 anni e 7 mesi e quota 98,6;
  • per gli autonomi, età minima di 63 anni e 7 mesi e quota 99,6.

Cosa succede se la domanda viene presentata in ritardo

La scadenza del 1° maggio 2026 è fondamentale.

Secondo le istruzioni INPS, la presentazione della domanda oltre il termine comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato:

  • 1 mese di ritardo nella decorrenza, se la domanda è presentata con un ritardo fino a un mese;
  • 2 mesi di ritardo, se la domanda è presentata con un ritardo superiore a un mese e inferiore a tre mesi;
  • 3 mesi di ritardo, se la domanda è presentata con un ritardo pari o superiore a tre mesi.

Per il personale del comparto Scuola e AFAM sono previste regole specifiche: il trattamento pensionistico anticipato non può decorrere prima del 1° settembre per la scuola e del 1° novembre per l’AFAM dell’anno di maturazione dei requisiti. In caso di domanda tardiva, la decorrenza può essere rinviata all’anno successivo.

Come presentare la domanda

La domanda di riconoscimento del beneficio deve essere presentata in modalità telematica e deve essere corredata dal modulo AP45 e dalla documentazione minima richiesta ai fini della procedibilità.

La documentazione deve dimostrare in modo adeguato lo svolgimento dell’attività faticosa e pesante. In particolare, per i lavoratori del settore privato, la documentazione deve risalire al periodo in cui le attività sono state svolte e non può essere sostituita da dichiarazioni del datore di lavoro rilasciate successivamente “ora per allora”.

Per le attività svolte dal 2011 in poi, possono essere utili anche le comunicazioni obbligatorie trasmesse dal datore di lavoro al Ministero del Lavoro.

La domanda di riconoscimento non sostituisce la domanda di pensione

È importante ricordare che il riconoscimento del beneficio non equivale automaticamente alla pensione.

L’accesso al trattamento pensionistico anticipato avviene solo dopo la presentazione della domanda di pensione, che sarà accolta se risultano soddisfatte tutte le condizioni previste dalla legge. I requisiti già verificati in sede di riconoscimento del beneficio devono infatti sussistere anche al momento del pensionamento.

Perché rivolgersi al Patronato

La normativa sui lavori faticosi e pesanti richiede una verifica attenta dei requisiti contributivi, anagrafici e documentali. Anche un errore nella ricostruzione dei periodi lavorativi o nella documentazione allegata può incidere sull’esito della domanda.

Per questo è consigliabile muoversi con anticipo, soprattutto in vista della scadenza del 1° maggio 2026.

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📌 Fonte: Redazione TUTELA PREVIDENZIALE
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